martedì 22 ottobre 2013

In bianco

Che ci fa una zitella acida in un negozio d'abiti da sposa?
Accompagna un'amica, ovvio.
Per la prima volta in vita sua, a un'età alla quale molte coetanee il vestito da sposa l'hanno già archiviato in naftalina nei piani alti dell'armadio, varca la soglia di un mondo fatto di pizzi, tulle, sete e organze e altri tessuti di cui ignorava persino il nome e di tutte le possibili gradazioni del bianco: avorio, ghiaccio, crema...
E che fa, la zitella acida, mentre l'amica emozionata s'aggira tra armadi e appendiabiti camminando a un centimetro da terra?
S'aggira lei pure, ammirando curiosa ricami e bustini, soppesando strascichi e contando sottogonne.
Si diverte come una bambina a toccare le stoffe preziose e luccicanti; si stupisce di come, qualunque abito si provi, sia quelli che le stanno a pennello, sia quelli che non la convincono, l'amica, già di per sé alta, slanciata e dotata di un seno ragguardevole, sia bella come non l'ha mai vista: una diva di Hollywood o, meglio, come direbbe la nostra Costi, una principessa.
Dà consigli se richiesta e, talvolta, anche se non richiesta, fa battute, ride e si commuove pure un poco.
Ed è sinceramente felice, benché si muova tra oggetti che parlano di territori da lei mai attraversati, che sa benissimo non le appartengono.
Chissà, forse anche il famoso elefante entrato Dio solo sa come in cristalleria si riempie gli occhi e il cuore di meraviglia; e solo quando, senza volere, l'ha ridotta a un cumulo di frammenti inutili e taglienti se ne esce con la coda tra le gambe chiedendo mentalmente scusa per l'intrusione.

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