Care ciose! Abbiate pazienza, ho anocra poca dimestichezza nello scrivere post sul nostro blog...
Spero di potermi esercitare meglio quando avrò il computer a casa (in realtà c'è già ma il cavo per la connessione dovrebbe arrivare sabato!)... Intanto volevo proporvi un'idea per allietare ancora di più nostri lieti eventi di primavera! Eh sì, tra non molto, infatti, invecchierà anche la sottoscritta (sob!), ma è giusto che rimanga dentro di noi la vitalità e la voglia di giocare dell'infanzia! Perciò, unendo la mia passione per i film d'animazione e l'amore per la cucina, niente è meglio di una "Torta principesca di compleanno" ispirata al mio cartone preferito, La Bella Addormentata nel bosco. Ovviamente non essendo dotata di bacchetta magica come la fatina del film, ho provato a farne una versione più semplice, di soli due strati...
Cominciamo: mescolate in una ciotola 450 g di farina, 450 g di zucchero, mezzo cucchiaino di sale e una bustina di lievito per dolci. Aggiungete 220 g di burro e lavorate fino aquando il composto avrà l'aspetto di briciole di pane. Unite poi 120 g di latte, una bustina di vanillina (o aroma vaniglia liquido) e 5 albumi e lavorate bene. Imburrate e infarinate due teglie rotonde, suddividete l'impasto nelle due teglie e fate cuocere nel forno preriscaldato a 170 °C per circa 30 minuti (verificate comunque la cottura inserendo uno stuzzicadenti nella torta). Estraete le torte dalle teglie e lasciatele raffreddare. A parte preparate la glassa facendo sciogliere a bagnomaria 240 g di cioccolato bianco con 50 g di burro; aggiungete 500 g di panna liquida ed eventulamente un po' di sciroppo di lampone o di menta per colorare la glassa di rosa o di verde. Sovrapponete le due torte e decoratele con la glassa a piacere, secondo la vostra fantasia!
Beh, anche se siamo in Quaresima, mi sembra giusto rimpolpare la sezione Cucina che, come ha fatto notare Cri, è ingiustamente sguarnita! Mea culpa... imparerò anche a inserire le immagini!!!
Allora, che dire...provateci anche voi, ci vuol pazienza, ma viene bene e se vi ispira, organizzeremo al più presto una mega festa di compleanno per assaggiarla insieme!!!
mercoledì 24 marzo 2010
sabato 20 marzo 2010
Biscotti!
500 g di farina; 300 g di zucchero; 200 g di burro; 2 uova; 1 cucchiaio d'olio; 1 bustina di lievito; scorza grattugiata di 1 limone.
Per evitare di ripulire l'intera cucina, anzichè fare la "fontana" sul tagliere, mescolo farina, zucchero e lievito in una terrina. Poi aggiungo il burro tagliato a tocchetti, le uova, l'olio e la scorza di limone e impasto per benino. Per l'effetto "bicolore" aggiungo a una parte della frolla un cucchiaio di cacao in polvere o, meglio ancora, 2/3 quadrati di cioccolata grattugiata. Stendo la sfoglia alta mezzo centimetro e gioco con gli stampini. Dispongo su una teglia con la carta forno e cuocio per 10 minuti circa a 170 C.
E meno male che siamo in Quaresima...
martedì 16 marzo 2010
Età di mezzo
Carissime,come sapete oggi è un giorno importante: un'altra ciosa oltrepassa la soglia dei trent'anni. Non ne resta che una a crogiolarsi, ancora per qualche mese, nella rassicurante giovinezza di quel due davanti al nove.
Fa un po' impressione. Inutile negarlo. Eppure è anche piacevole questa "Terra di mezzo" sospesa tra molti "non più" e altrettanti "non ancora". Per chi di noi ha già una propria famiglia penso che, più che i trent'anni, siano stati altri traguardi a segnare un cambiamento netto nella loro vita: il matrimonio, l'arrivo di un figlio. Per chi di noi si trova ancora nella, a volte un po' scomoda, condizione di figlio attempato e/o di single di lungo corso, credo che avere trent'anni significhi soprattutto una cosa: avere vissuto abbastanza per poter scegliere e, soprattutto in amore, se mai sarà, per concedersi il lusso di non accontentarsi.
Auguri!
giovedì 11 marzo 2010
- 2!!!
No, non è la temperatura che c'era stamattina dopo due giorni ininterrotti di neve, sono le ciose che ancora mancano all'appello per completare l'iscrizione al blog, perché, udite, udite, oggi si è aggiunta la Costi!
Evviva, evviva, evviva! Farei una capriola dalla contentezza, ma non sono mai stata capace (vedremo al termine del corso di danza...), e attendo con gioia il suo primo post.
Saluti telematici.
Evviva, evviva, evviva! Farei una capriola dalla contentezza, ma non sono mai stata capace (vedremo al termine del corso di danza...), e attendo con gioia il suo primo post.
Saluti telematici.
domenica 7 marzo 2010
Lieti e...20
Buona domenica.
Ah, beh, e buona festa della donna, visto che ci siamo.
L'immagine è un incredibile iris spuntato la scorsa primavera in un'aiuolina di Levanto.
giovedì 4 marzo 2010
La macchina del capo e altre storie
Carissime. Oggi è giovedì e, stranamente, riesco a scendere le scale. Sto migliorando. No. Non ho imparato a ballare. Questo è chiaro. Ma mi accontento.
Mio padre ha ritirato dal meccanico la macchina che lo ha lasciato a piedi sabato pomeriggio in campagna e che mi ha costretto a un recupero d'emergenza proprio mentre stavamo per organizzare un sabato sera ciose con cinema d'ordinanza, che è poi miseramente saltato. Mi sono, quindi, ritrovata ad armeggiare (no, a dire il vero a guardare mio padre che armeggiava invano) con i cavetti della batteria e ho avuto un inevitabile flashback: Camaldoli, estate 2004, i ragazzi della Fuci di Vicenza con la batteria in avaria e io che scopro che alla mia vecchia Clio non si possono attaccare i cavetti. Chissà perché: forse eccesso di pudore o un guizzo di femminismo automobilistico (la batteria è mia e me la gestisco io!). In ogni caso, quella volta, a parte una sosta imprevista per surriscaldamento della frizione nei boschi della Verna con tanto di cinghiali, Chiara e Meg le ho riportate a casa.
Così, dopo Venezia e Genova continua la serie dei luoghi dove tornare. Anche se non sarà mai più la stessa cosa, perché più che il luogo, come sempre, contano le persone e molte di quelle che ci hanno resa unica Camaldoli ora sono lontane. E non è solo questione di chilometri: hanno preso la loro strada, che sempre più faticosamente si incontra con la nostra. Anche la mia vecchia Clio non c'è più. Oggi viaggio con "La rana", come l'ha definita il mio capo per il suo colore un pochino appariscente: perfetta per ritrovarla nei parcheggi, deleteria se, come mi capita spesso, sei costretta a ripassare tre volte per uno stesso punto perché ti sei persa e i passanti ti riconoscono e ti segnano a dito sghignazzando. Pazienza. Per lo meno da sabato pomeriggio ho la certezza che alla mia rana si riescono ad attaccare i cavetti. E' già qualcosa.
PS: ho aggiunto un'immagine a sinistra, scovata sul sito di Repubblica, perché mi pareva deliziosa. Spero piaccia anche a voi. Se ne trovate altre a tema, mandatemele che facciamo una galleria ciosesca! Grazie.
venerdì 26 febbraio 2010
Ciose danzanti

In questa foto potete riconoscere in modo inequivocabile le tre ciose ballerine: Co, Cri ed io. Che stile e che spreco, per il mondo della danza, aver iniziato solo ora ad allenarci!
giovedì 25 febbraio 2010
Vertigine, aria, scale
E' ufficiale: io e Co facciamo danza (è la quarta volta che la nomino, dite che si iscriverà? Almeno per la soddisfazione di mandarmi telematicamente a quel paese). E siete pregate di non ridere. Lo stanno già facendo i nostri rispettivi genitori. L'atletica Meg, come ha osservato giustamente Alex, ci ha lavorato bene ai fianchi (troppo larghi) e alla fine siamo capitolate entrambe. Ragione per cui io oggi non mi reggo in piedi e, soprattutto, ho problemi a scendere le scale. Chissà perché salirle mi riesce meglio...Da qui il titolo del post, che è un verso della bella "Litania" scritta da Giorgio Caproni per Genova, che ho scoperto qualche giorno fa. Non ve la pubblico perché è lunghissima, ma se vi capita leggetevela, così, dopo Torino e Venezia, ci toccherà tornare anche lì. L'alternativa era il Montale di "Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale", ma era un po' troppo triste e, almeno qui, mi sforzo di non esserlo.
Ah, dimenticavo: facendo un giro allo stand di Minimondi ho visto che Cornelia Funke, famosa scrittrice tedesca di libri per ragazzi, ha pubblicato una collana di racconti incentrati sulle avventure di un gruppo di adolescenti che si chiamano, pensate un po' "Le galline selvatiche". Non dubito che siano bellissimi. O almeno lo spero.
Abbracci anchilosati.
sabato 20 febbraio 2010
Assaggiarsi
"Ma no, vedi, ci sono delle cose che gli uomini capiscono immediatamente. Ci sono delle persone che quando si incontrano, prima si assaggiano, poi, quando si sono assaggiati, si sono un po' studiati, vedono che possono camminare insieme, come noi, adesso, nella neve." Mario Rigoni Stern risponde a Marco Paolini nel documentario "Ritratti" di Carlo Mazzacurati.
PS: un grazie a Dani che ha lasciato il suo primo commento al post precedente. Ora la aspettiamo al varco tra le autrici del blog!
PPS: la foto è la Valparma vista da Mulazzano, di fronte alla casa di Sandra (beata lei...).
mercoledì 17 febbraio 2010
Corte sconta
Sarà perché stamattina (ieri mattina, vista l'ora), causa rottura di un tubo sotto il lavello, sono stata accolta da due amichevoli dita d'acqua che mi venivano incontro a metà dell'ingresso, o sarà perché è (era) carnevale; ma è tutt'oggi che penso a Venezia.E quando penso a Venezia penso a molte cose: i nomi di calle, ponti e portici, che non esistono da nessun'altra parte; penso che prima o poi vorrei svegliarmici una mattina; penso a Corto Maltese ("Ogni volta che vengo a Venezia mi impigrisco" "Oh, sì, sì, Venezia è fatta proprio per questo!"); ma, soprattutto, penso a quattro giovani donne stremate (e incantate) dalla mostra degli egizi, che si guardano in faccia al tavolino di un bar in campo Santo Stefano e, scoprendo di avere quattro identici mal di testa, si consolano con quattro bicerin, che è bevanda torinese, d'accordo, ma è quasi meglio delle ciliege sotto spirito...
Tre dita di cioccolata calda, un dito di caffè e due dita di panna liquida: ed è subito Venezia. Strana faccenda i ricordi.
venerdì 12 febbraio 2010
Senza parole
In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.
(Nazim Hikmet)
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.
(Nazim Hikmet)
lunedì 8 febbraio 2010
Blog successivo...
Al volo che sono in ufficio e devo riprendere a lavorare dopo la pausa caffè.
Prima di tutto un appello: scrivete, fanciulle, scrivete! Che non voglio monopolizzare questa finestra: vi rompo già anche troppo le scatole di persona e non c'è bisogno che lo faccia via web.
Quindi una considerazione: avete notato che nella barra in alto a sinistra c'è un tastino con scritto "blog successivo". Avete provato a cliccarlo? E' un'esperienza piuttosto interessante: infatti google pesca a caso tra i suoi blog e ve ne apre uno, quasi sempre diverso. Si trova di tutto: gruppi musicali metal, formazioni politiche non proprio moderate, disegnatori e scrittori in cerca di visibilità, quindicenni e cinquantenni. Alcuni blog sono carini e si trovano persone che scrivono bene e dicono cose condivisibili. Altri sgrammaticati e volgarotti che esprimono concetti preoccupanti. Insomma c'è un mondo molto vario del quale, bene o male, facciamo parte anche noi. Immagino che, facendo questo giochino (attenzione: avvertite genitori, mariti, fidanzati, datori di lavoro se lo fate, perché nel computer rimane traccia delle connessioni e potrebbero preoccuparsi!), qualcuno, magari, sarà incappato nel nostro di blog.
Sarei curiosa di sapere cosa avrà pensato...
Buon lunedì!
Prima di tutto un appello: scrivete, fanciulle, scrivete! Che non voglio monopolizzare questa finestra: vi rompo già anche troppo le scatole di persona e non c'è bisogno che lo faccia via web.
Quindi una considerazione: avete notato che nella barra in alto a sinistra c'è un tastino con scritto "blog successivo". Avete provato a cliccarlo? E' un'esperienza piuttosto interessante: infatti google pesca a caso tra i suoi blog e ve ne apre uno, quasi sempre diverso. Si trova di tutto: gruppi musicali metal, formazioni politiche non proprio moderate, disegnatori e scrittori in cerca di visibilità, quindicenni e cinquantenni. Alcuni blog sono carini e si trovano persone che scrivono bene e dicono cose condivisibili. Altri sgrammaticati e volgarotti che esprimono concetti preoccupanti. Insomma c'è un mondo molto vario del quale, bene o male, facciamo parte anche noi. Immagino che, facendo questo giochino (attenzione: avvertite genitori, mariti, fidanzati, datori di lavoro se lo fate, perché nel computer rimane traccia delle connessioni e potrebbero preoccuparsi!), qualcuno, magari, sarà incappato nel nostro di blog.
Sarei curiosa di sapere cosa avrà pensato...
Buon lunedì!
mercoledì 3 febbraio 2010
Danza, sento già che il dolore avanza...
Premessa: il titolo del post è una strofa di una canzone. Chi la indovina, senza far ricerche in internet, beninteso, si merita un gelato (o una cioccolata visto il clima).Indovinello: che ci facevano la sottoscritta e la ciosa Co stasera a una lezione di danza jazz? Beh, alcuni buoni motivi li avevamo:
1) Meg ci ha invitato con convinzione e quando una cara amica ti invita a fare qualcosa di bello e, a prima vista, non pericoloso, si accetta volentieri;
2) Non so Co, ma io - come detto - non entro più nei pantaloni, nemmeno in quelli della tuta, riesumati dal fondo dell'armadio, e bisognerà prendere qualche provvedimento.
Purtroppo ho constatato, ancora una volta, che sono donna di pensiero (sebbene poco e confuso) e non d'azione. O meglio, che pensiero e azione non si coordinano tra loro. Così, mentre Meg volteggiava e Co le teneva dietro con dignità, io ancora non avevo capito come si faceva il primo passo.
D'altronde perchè stupirsi? Dalle elementari alle superiori, ad ogni cambio di insegnante di ginnastica, mio padre si affannava a spiegare che io ero davvero così imbranata e non facevo apposta. Però, devo ammettere che non avere più 15 anni ha i suoi vantaggi: mi vergogno sempre come una ladra, ma non devo più temere brutti voti nè i commenti feroci delle compagne di classe.
Continueremo? Abbiamo due settimane per pensarci. Se continueremo, temo vi toccherà subire di nuovo le nostre prodezze.
Per ora vi saluto - e saluto il nostro primo sostenitore: adesso ho capito chi è! - E provo ad alzarmi, prima che i muscoli risvegliati dopo anni d'inattività si ribellino e mi inchiodino qui fino a domattina.
Baci scoordinati!
lunedì 1 febbraio 2010
Desiderata
Comunque, questa premessa per dire che, come tutte le Ciose che si rispettino (vedi l'ultimo punto del Decalogo) anch'io ho la mia bella manciata di desideri. Alcuni molto grandi e, temo, pressoché irrealizzabili, altri molto più a portata di mano. Uno di questi ultimi mi coglie, invariabilmente, ogni volta che nevica o, nella sua versione estiva, ogni volta che mi trovo su una spiaggia sabbiosa: mettermi a fare un pupazzo di neve (o un castello di sabbia). Credo che, qualche volta, io ve l'abbia anche proposto e che, giustamente, voi, assai più ragionevoli di me, abbiate preso la frase come una battuta. Ebbene, non lo era. Io avevo davvero intenzione di mettermi in ginocchioni sulla neve/sabbia e costruire qualcosa, sfidando, una volta tanto, la trappola del "sono troppo vecchia per certe cose" e del "chissà cosa penserà la gente".
Dunque una preghiera: la prossima volta che ci troviamo insieme da qualche parte al cospetto di una sufficiente quantità di neve o di sabbia e io me ne uscirò di nuovo con la proposta "Dai facciamo un pupazzo/un castello", saprete che non sto scherzando. Se mi accontenterete prometto che per un po' non mi arrabbierò con voi per nessun motivo, guarderò senza fiatare commedie romantiche e non vi inonderò con i racconti delle mie sciagure. Mi sembra una buona prospettiva...
Saluti "costruttivi".
venerdì 29 gennaio 2010
Gli antichi Egizi
Qualcuno di voi ha per caso registrato il documentario dello scorso sabato, sul museo egizio di Torino? Mi servirebbe come sussidio didattico.
Confido nella simpatia della Cri per Alberto Angela...
Confido nella simpatia della Cri per Alberto Angela...
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